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Pulizie di casa: tappeti, moquette, divani e poltrone
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Vivere in una casa pulita significa vivere meglio, ma non sempre è facile mantenere pulita ogni componente della nostra abitazione.


Fare le pulizie di casa è un’impresa necessaria ma faticosa, soprattutto se si lavora anche fuori casa e non si ha la possibilità di farsi aiutare da una colf o da un’impresa di pulizie. Le pulizie di casa comprendono un’enormità di operazioni che vanno dal lavaggio delle tende alla pulizia dei pavimenti, dallo spolverare al pulire le finestre, e mentre alcune operazioni sono relativamente semplici e possono essere effettuate senza preoccuparsi troppo di che detersivi si usano o di altri simili variabili, in altri casi l’allerta deve essere alta per evitare di fare danni e rovinare mobili, superfici, tappeti arredamento e complementi d’arredo.

Tra le componenti della casa più complicate da pulire possiamo citare i tappeti, le moquette e tutti quei mobili, come per esempio i divani e le poltrone, non sfoderabili e realizzati con materiali delicati e difficili da pulire. I tappeti, in particolare, sono degli oggetti molto apprezzati in quanto in grado di valorizzare e rendere calda ogni stanza della nostra casa, ma in molti casi si tratta di oggetti preziosi e delicati, da trattare con particolare cura. Oltre a ciò, i tappeti sono più predisposti rispetto ad altri oggetti ed elementi di arredo a sporcarsi – in quanto calpestati di frequente – e a raccogliere la polvere, per cui hanno bisogno di una cura e di una pulizia costanti. Quando si decide di posizionare un tappeto moderno o antico in una stanza si deve sapere che, per evitare di far crescere colonie di acari, bisogna armarsi di scopa elettrica e raccogliere la polvere con una certa frequenza, ma bisogna anche sapere come pulire il tappeto a seconda del tipo di macchia e, non meno importante, bisogna anche sapere quando fermarsi e chiedere l’aiuto di un esperto. Perché a volte, cercando di togliere la macchia da un tappeto, si rischia di non usare la tecnica e i prodotti giusti e di peggiorare quindi la situazione. Rivolgersi a dei professionisti è importante anche per dare una pulita generale al tappeto, in quanto il solo uso di una scopa elettrica non è sufficiente. Una volta ogni due tre anni è quindi consigliabile portare il tappeto presso una ditta specializzata, che si occuperà di ripulirlo senza rovinarlo, riportandolo a nuova vita.

Simile discorso vale per la moquette, che ancora più di un tappeto necessita di essere passata con una scopa elettrica con una certa costanza per impedire l’annidamento della polvere e degli acari. E per lavare la moquette in modo più accurato è a dir poco consigliabile rivolgersi ad una ditta specializzata.

Nel caso di divani e poltrone, anche questi elementi della casa facilmente sporcabili ma non sempre facilmente pulibili, le operazioni di pulizia sono facilitate se si tratta di mobili sfoderabili, ma possono essere più ardue in caso contrario. In ogni caso, quando si pulisce un divano o una poltrona, la prima cosa da prendere in considerazione è il tessuto con cui sono realizzati: a tessuti diversi corrispondono infatti diversi trattamenti. Un’altra variabile fondamentale da prendere in considerazione è poi il tipo di macchia: come nel caso dei tappeti, anche per le poltrone ed i divani vale il discorso per cui a seconda del tipo di macchia si deve agire usando prodotti e tecniche diversi. E se i vostri mobili sono pregiati, o se comunque preferite non avventurarvi voi stessi nelle operazioni di pulizia onde evitare di provocare danni, ci si può sempre rivolgere a delle ditte specializzate, che sapranno riportare la situazione alla normalità.



Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – piano web marketing

 
Attacchi di panico: come reagire e come trattargli
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Gli attacchi di panico sono purtroppo diventati da un tempo a questa parte un’affezione sempre più frequente. Situazioni di stress lavorativo, pressioni dell’intorno e insoddisfazione o paura della propria vita o situazione personale sono alcune delle cause che possono far nascere il malessere interiore che può fare scattare attacchi di questo tipo.

Gli attacchi di panico sono imprevedibili e tante volte appaiono in situazioni quotidiane dove l’individuo può essere anche normalmente tranquillo, ma dove una piccola delusione o cambiamento può originare l’attacco. In questi casi, è bene avere presenti dei piccoli accorgimenti che non risolveranno sicuramente il problema ma che possono aiutare a passare in modo meno sgradevole l’episodio.

I sintomi più frequenti di questi episodi di ansia sono l’aumento della frequenza cardiaca, l’eccessiva sudorazione, i dolori al petto, la difficoltà di respirazione, i nodi alla gola, e i brividi, così come l’incapacità di comunicare o di organizzare i propri pensieri.

Innanzitutto è importante cercare di alienarsi e se possibile, allontanarsi dal contesto dove è scattato l’attacco, ma è importante anche frenare il frequente impulso di scappare correndo a tutti i costi già che i rischi di farsi del male sono alti.

Occorre trovare un posto fresco e relativamente privato dove poter calmarsi e dove cercare una posizione comoda. Il caldo eccessivo è una delle sensazioni che ci invadono in questi episodi per cui un posto arieggiato aiuterà.

E importante finalmente, senza fretta, cercare di normalizzare la respirazione e di concentrarsi in un pensiero positivo che magari si abbia già usato come ancora in altre situazioni difficili.

Gli attacchi di panico possono accadere di forma parossistica il che vuol dire che si producono e dopo finiscono spontaneamente. Se si danno in modo episodico invece, vuol dire che capitano una volta ogni tanto, diventando, se più frequenti di quattro volte all’anno, sintomo di un disturbo collegato a ansia depressione che si deve trattare il prima possibile.

Al margine della medicina tradizionale, che spesso si affida a farmaci che se non accompagnati da una terapia psicologica adeguata perdono tutta la loro efficacia, ci sino anche delle terapie alternative come quelle basate sulla medicina olistica, che interpreta le malattie sia fisiche che psicologiche come conseguenza di uno stato d’animo o problema che coinvolge corpo e mente, non distinguendoli ma trattandogli insieme.

Un’altra modalità, in questo caso meno conosciuta, di trattamento dei disturbi di attacco di panico si concentra in una delle cause che possono occasionare questi episodi, le esperienze familiari pregresse: la perdita o l’eccessiva dipendenza da un genitore, l’adozione di comportamenti osservati in altri membri della famiglia correlati a disturbi di ansia, fobia o ossessione, o una situazione di cambiamento personale che la persona non è in grado di affrontare. Tale tipo di terapia basata sulla relazione con l’equilibrio delle strutture dell’intorno si conosce come teoria delle costellazioni familiari.

Finalmente, lo studio del proprio tempo lineare determina come i ricordi che abbiamo immagazzinato durante tutta la nostra vita, anche e soprattutto in modo incosciente possono avere influenza sul nostro benessere presente e futuro in base alla nostra personalità e circostanze di vita, e come la scoperta e la comprensione di questi ricordi può aiutarci a prendere coscienza della propria entità, della strada che stiamo percorrendo e delle conseguenze che questa nostra line del tempo potrà avere nel nostro avvenire.


Articolo a cura di Alba Lorente
Prima Posizione Srl - crisi

 
Il teatro come cura della balbuzie
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La balbuzie è uno dei più diffusi disturbi del linguaggio che colpisce circa il 2% della popolazione mondiale e che consiste in interruzioni, pause, rallentamenti o blocchi involontari nel parlare (balbuzie tonica) e/o nella ripetizione di suoni, sillabe o parole che la persona non riesce a controllare (balbuzie clonica).

Questo disturbo del linguaggio può essere di tipo evolutivo, manifestandosi dall’infanzia nella balbuzie bambini o di tipo acquisito, come conseguenza di eventi traumatici nella vita adulta ma anche come risultato di lesioni cerebrali, ictus o l’uso di droghe. In entrambi i casi, le terapie rieducative per la cura balbuzie sono parecchie e anche se richiedono una dedicazione costante ed un lavoro non facile per il balbuziente, i professionisti riescono ad ottenere dei buoni risultati.

La balbuzie ha diversi gradi di severità: in certe situazioni in cui la persona che balbetta si sente più rilassata o sotto poca pressione, come ad esempio quando parla al telefono, può addirittura quasi sparire. In modo contrario, in situazioni non abituali per il balbuziente o scomode, la balbuzie si accentua.

Il teatro come cura della balbuzie ha il vantaggio di approfondire sulle due versanti di questi problemi di linguaggio. Innanzitutto, forza il paziente, in questo caso diventato attore, a rispettare il copione e non a ricorrere a parole alternative più semplici per esprimersi. Questo implica uno sforzo costante da parte del affetto di balbuzie che lo aiuterà a migliorare in tempi più brevi rispetto ad altre terapie che non richiedono un livello alto di precisione nel linguaggio. L’abbandono delle risorse alternative che la persona ha utilizzato tutta la vita e l’adozione della nuova abitudine di enunciare in maniera pertinente i propri pensieri sono uno dei pregi del teatro come trattamento balbuzie.

Da un altro lato, il teatro lavora sull’aspetto sociale della balbuzie, non solo aumentando l’autostima e la confidenza in se stessi e nel parlare in pubblico anche spesso con difficoltà, ma anche riprendendo il linguaggio come alleato nel creare relazioni e non al contrario. Molto spesso, i disturbi del linguaggio risultano in un desiderio di alienazione rispetto agli altri dovuto alla scarsa autostima, la paura al rifiuto e l’ansia che suppone il rapporto con gli altri specialmente in situazioni di stress. Questo tipo di scudo di difesa può attenere i livelli più alti durante l’infanzia e adolescenza e avere importanti conseguenza nella formazione della personalità adulta della persona. La percezione, purtroppo parecchio estesa, che i le persone che balbettano abbiano un ritardo nel linguaggio dovuto ad una minore intelligenza è una delle cause che porta le persone a trattare in modo diverso ai balbuzienti, rendendo difficile la loro integrazione in un gruppo quando in realtà, come enunciato prima, la persona non fa altro che cercare un vocabolo alternativo più semplice anche se a volte non attinente.

Il teatro e in particolare la recitazione sono quindi una a modalità di trattamento dei disturbi del linguaggio come la balbuzie che può aiutare sia nell’aspetto puramente fisiologico sia su quello sociale, che molte volte rappresenta una sfida ancora più difficile.


Articolo a cura di Alba Lorente
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