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Il Latin American Poker Tour fa tappa a Punta del Este
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Anche l’America Latina ha il suo torneo di poker: l’evento principe del tavolo verde per quanto riguarda questa parte di mondo è sicuramente il Latin American Poker Tour.


Che la passione per il poker sia ormai diffusa in tutto il mondo è un fatto ormai risaputo: complici anche i tornei poker online e la tv, che trasmette i tornei più prestigiosi dando a tutti, anche ai non esperti, la possibilità di addentrarsi nel mondo del tavolo verde, la passione per il poker si è diffusa in ogni angolo della terra facendo convertire a questa passione milioni di adepti.

Così come accade per ogni sport, anche per il poker vengono organizzati moltissimi tornei in tutto il mondo, tornei che catalizzano l’attenzione degli appassionati storici e dell’ultima ora e che vedono scendere in campo, per usare una metafora sportiva, i campioni più conosciuti e apprezzati della disciplina. Come per gli altri sport, anche per il poker esistono tornei regionali, nazionali, continentali e mondiali, e come per gli altri sport ci sono trofei che, per una data parte del mondo, sono più o meno ambiti. Il torneo più importante per quanto riguarda l’America Latina è certamente il Latin American Poker Tour, di cui si sta disputando la quarta stagione.

Il prossimo appuntamento con il LAPT è fissato per agosto, più precisamente tra il 3 e il 7 agosto 2011. È in questo lasso di tempo che si svolgerà infatti la tappa di Punta del Este, in Uruguay, tappa che segue quelle già disputatesi a San Paolo, Vina del Mar e Lima a partire dall’inizio dell’anno. La quarta tappa del torneo, un torneo molto giovane, dato che si è disputato per la prima volta nel 2008, è un evento molto atteso da tutti gli appassionati e dai pokeristi, specialmente da quelli dell’America Latina. Si tratta infatti di una delle ultime date prima della tappa di Bogotà, in Colombia, e del Gran Finale, che non si sa ancora dove e quando di preciso avrà luogo, e per questo l’appuntamento a Punta del Este è fondamentale per iniziare a tirare le fila del torneo e cominciare ad entrare nel vivo della competizione.

La location scelta per l’evento è il resort, spa e casinò Mantra, dove il Latin American Poker Tour ha già fatto tappa nelle edizioni passate. Nella giornata di sabato è in programma un party di benvenuto, e gli organizzatori sono pronti ad offrire agli avventori un evento indimenticabile, che non faccia rimpiangere la precedente scelta di far disputare la quarta tappa del torneo a Rosario, in Argentina, anziché a Punta del Este. D’altra parte Punta del Este non è nuova ad eventi pokeristici di tale portata, e appena dopo la fine del LAPT 2011 la città uruguaiana si preparerà ad ospitare un altro evento di alto livello, l’Americas Cupo of Poker (ACP), che si terrà l’8 e il 9 agosto, e che svolgendosi proprio dopo il Latin American Poker Tour contribuirà a fare di Punta del Este la capitale del Poker, almeno per quella settimana.

Appuntamento dunque per il 3 agosto, quando la lunga settimana del poker a Punta del Este avrà inizio.



Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Il truccatore, l’artista del maquillage
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Per molte donne truccarsi è diventata una semplice operazione da farsi ogni giorno, ma quella della cosmesi è anche un’arte che necessita dell’intervento di professionisti veri e propri.


Truccarsi e imbellettarsi è un’operazione quotidiana, compiuta dalle donne di tutto il mondo in modo abituale. Ma il semplice trucco usato ogni giorno dalle donne è solo una parte dell’universo del maquillage, un universo che comprende moltissimi sottogruppi e che è fatto anche di professionisti che per diventare tali hanno dovuto frequentare una scuola di trucco ad hoc e che grazie a passione, esperienza, bravura e impegno sono diventati dei veri e propri artisti (non a caso i truccatori professionisti sono anche chiamati make up artist).

L’abitudine di truccarsi, per motivi religiosi, culturali o semplicemente estetici, risale alla notte dei tempi ed era in uso anche presso antiche popolazioni (basta pensare agli Egiziani); al giorno d’oggi l’arte del make up è declinata in diversi modi. I truccatori professionisti, attivi in diversi ambiti, prestano i propri servigi al mondo del cinema, dell’arte, della televisione, della moda e della fotografia, e il loro lavoro è spesso riconosciuto anche tramite prestigiosi premi, come accade per esempio durante la notte degli Oscar di Los Angeles, il maggiore evento per quanto riguarda il mondo del cinema: accanto agli attori, ai registi e agli altri professionisti del settore che durante la serata vengono premiati dall’academy, ricevono la preziosa statuetta anche quei make up artist che si sono particolarmente distinti nella lavorazione di un dato film, contribuendo in parte al successo stesso del film. Ci sono film, infatti, nei quali la componente del make up, insieme a quella degli effetti speciali, è davvero fondamentale: basta pensare a quelle pellicole nelle quali gli attori vengono invecchiati per esigenze di copione, o ancora ai film fantascientifici o in costume, per i quali le fattezze delle star devono subire delle modifiche. In tutti questi casi, ma anche in tutti gli altri tipi di pellicole, è necessario affidarsi al lavoro di un esperto che abbia frequentato un corso trucco professionale e che sia in grado di ottenere l’effetto richiesto dal regista.

Stesso discorso vale anche per la televisione, ambito in cui il lavoro del truccatore professionista è fondamentale per permettere alle star e alle starlette televisive di apparire al meglio (e vedendo le foto di alcuni personaggi famosi al naturale, senza un filo di trucco, si capisce subito come a volte la mano del make up artist possa fare miracoli), e ancora di più per il teatro. Come accade per il cinema, anche in ambito teatrale, per esigenze di copione, l’aspetto degli attori deve cambiare, e il lavoro del truccatore in questo senso è veramente essenziale, tanto più che a teatro non esistono filtri né la possibilità di usare effetti speciali o altri artifizi che permettano di modificare le fattezze degli attori. Opere teatrali e musical come Notre-Dame de Paris o Cats, giusto per fare qualche esempio, devono parte del proprio successo all’opera dei truccatori, che dopo aver frequentato un corso trucco teatrale sono in grado di lavorare in questo settore con competenza.

La lista degli ambiti nei quali il lavoro del truccatore professionista è necessario è davvero infinita, e comprende anche la fotografia, il body painting e molti altri tipi di espressione artistica. Il make up, insomma, non è solo un trucco (scusate il gioco di parole) per farsi più belle, ma è una vera e propria forma d’ arte.



Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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Hyundai e l’exploit delle coreane in Europa
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Una delle case automobilistiche protagoniste di questa prima parte dell’anno è sicuramente la coreana Hyundai.


Negli ultimi mesi la Hyundai automobili ha riempito le pagine dei giornali e delle riviste specializzate con notizie relative al lancio di nuovi, innovativi modelli, alle vendite a dir poco positive e a molto altro ancora. La casa automobilistica coreana, presente sul mercato europeo da relativamente poco tempo, sta inanellando successo dopo successo, dimostrando di poter stare al passo con le altre celeberrime case automobilistiche.

Una prova dei passi avanti che l’azienda sta facendo è data dalla notizia che vorrebbe l’insegna della casa automobilistica svettare, insieme a quelle di altri famosissimi marchi, dall’alto del luminosissimo pannello di Piccadilly Circus, a Londra. Un onore concesso a pochi, e un’occasione unica per farsi pubblicità e ribadire l’importanza del proprio marchio: uno dei simboli della capitale britannica, le insegne luminose di Piccadilly Circus, che si sono spente solo in casi veramente eccezionali (la Seconda Guerra Mondiale e la morte di Churchill, per dire), sono viste ogni anno da milioni di persone. Secondo l’Economist l’insegna luminosa della Hyundai andrà a sostituire quella della Sanyo, presente a Piccadilly sin dal 1978. Un bel colpaccio per la casa automobilistica, che sembra pagherà questa visibilità circa 2 milioni di sterline l’anno.

La misura del successo della Hyundai non è data però solo dalla sua ammissione nella gloriosa piazza di Piccadilly Circus, ma anche da dati più concreti e inconfutabili. Nel primo trimestre dell’anno l’azienda coreana, pur dovendo far fronte ad un andamento non proprio ottimale per quanto riguarda il mercato interno, ha fatto registrare degli ottimi risultati per quanto riguarda le concessionarie Hyundai all’estero, con un giro di affari che si aggira intorno ai 18.230 miliardi (ossia un 21,4% in più rispetto ad un anno fa). Le immatricolazioni Hyundai all’estero, nei primi tre mesi dell’anno, hanno avuto un incremento dell’11,6% (mentre in patria c’è stato un calo dello 0,8%), e le previsioni per il prossimo futuro sono positive.

Nella sola Europa è stato raggiunto il numero di 5 milioni di auto vendute, un traguardo eccellente se si pensa che le prime Hyundai apparvero in Europa solo nel 1977, anno in cui nel Vecchio Continente debuttò la Pony. Il paese europeo che sembra maggiormente apprezzare la casa coreana è la Germania, dove sono state immatricolate oltre 700.000 vetture Hyundai, ma anche l’Italia sembra gradire molto i modelli di auto della casa automobilistica orientale. Nel primo trimestre di quest’anno, i concessionari Hyundai Italia hanno immatricolato oltre 11.000 vetture, un risultato che anche se non stupefacente è comunque da interpretare in modo positivo alla luce del calo generalizzato del mercato nazionale.

E sembra che l’azienda coreana sia ben intenzionata a non perdere terreno, viste le novità che ha in serbo: sarà disponibile da settembre la nuova i40, un modello di quasi circa 5 metri di lunghezza con il quale la casa coreana mira a conquistare il segmento D; l’obiettivo della Hyundai è piazzarsi tra le prime cinque case automobilistiche del settore entro il 2012. Ma la Hyundai guarda ancora più in là, come dimostra la nuova Hyundai Floauto, modello realizzato da uno studente dell’università di Seul che per dare vita a quest’auto ha tratto ispirazione dagli yacht di lusso. Pensata come modello innovativo di auto ecologica, la Floauto, per la quale una produzione seriale non è ancora ipotizzabile, è alimentata da un motore elettrico che si ricarica tramite dei pannelli solari posti sul tettuccio.



Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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