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Piano casa un anno dopo: successo o flop?
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E’ già passato un anno dall’entrata in vigore della norma chiamata Piano Casa, attuata dal governo italiano tutt’ora in carica. La norma, volta al rilancio dell’attività edilizia ossia uno dei settori più colpiti dalla crisi, prevedeva agevolazioni nei lavori di ampliamento, demolizione e ricostruzione a fronte del riconoscimento di incentivi volumetrici anche in deroga alle preesistenti norme in materia di architettura e regolamentazione urbanistica. A regolamentare questa nuova legge oltre ai limiti imposti dalle norme statali e dalle norme regionali un ruolo fondamentale è stato rivestito dai comuni ai quali era delegato in toto il controllo e monitoraggio delle costruzioni e delle richieste. E questa tripla normativa a quanto emerge dalle statistiche rese pubbliche i primi di agosto hanno reso le procedure talmente lente e burocratizzate che le richieste sono state poche e soprattutto poco consistenti. Solo due infatti sono state le regioni che hanno effettuato un costante monitoraggio delle richieste, entrambe del nord Italia: cioè Veneto e Lombardia. In Lombardia, come è emerso dai dati resi noti dallo stesso Ente Regione, 896 sono stati i Comuni che hanno emanato la loro delibera in merito ma poche sono state le richieste pervenute dai cittadini: 73 DIA e 60 permessi per la costruzione edifici residenziali. In Veneto invece 475 Comuni su 581 (ben l’81%) hanno deliberato nei Consigli Comunali a riguardo del piano casa ma non vi è stata però particolare ricezione delle norme riguardanti l’erogazione di incentivi per la costruzione di abitazioni con applicati i principi di bioedilizia e risparmio energetico. Deludente è stata invece la richiesta di interventi in Toscana: dalle stime che davano almeno 4000/5000 come certe per il primo anno ne sono pervenute solamente 400. Gli esperti affermano che le ragioni di questo flop sono da attribuire a cause di duplice natura: da un lato la crisi che sembra non terminare e dall’altro le normative della stessa Regione Toscana che risultano essere altamente restrittive soprattutto per quanto riguarda gli interventi nei centri urbani, nei condomini e case a schiera. Ma visto l’esito deludente che tale piano ha avuto non solo in queste tre regioni analizzate ma in tutta Italia gli esperti sono andati a sondare le varie cause possibili che non sono da attribuire solamente alla crisi ma che, naturalmente hanno altri fattori che intervengono a sfavore dell’avvio della norma come previsto. I rappresentanti del settore edilizio hanno infatti sottolineato come la fetta commerciale che più doveva reagire e approfittare della norma Piano Casa Lombardia, Veneto e Toscana in particolare ma in tutte le Regione in maniera più generale ha subito fortissime restrizioni da parte dei Comuni che deliberando a riguardo hanno posto dei limiti troppo restrittivi. La norma infatti, rivolta soprattutto all’ampliamento delle villette, è stata fortemente limitata dalla deliberazione del piano casa regionale e locale per parte di comuni e Regioni che per motivi di salvaguardia ambientale (le villette sovente sono presenti in zone di pregio) hanno vietato interventi che sarebbero andati ad intaccare l’habitat circostante e la sua forma. Inoltre è da prendere atto che il governo ha solo emanato la norma senza prevedere l’erogazione di contributi per l’ampliamento e/o il restauro delle abitazioni fattore che, sempre a causa della crisi, ha dissuaso gli italiani dall’intaccare i risparmi per investirli in immobili. Gli economisti dicono che la parte più consistente delle richieste verrà presentato nei primi mesi dell’anno prossimo e terrà conto anche dei principi della bioedilizia e del risparmio energetico. A cura di Martina Celegato Prima Posizione Srl SEO Specialist
 
Scegliere e progettare la propria cucina
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La scelta della cucina è un momento molto importante nella progettazione di una casa o di un appartamento.


La cucina è uno degli spazi più importanti della casa, una stanza che si presta a mille funzioni: da quella per cui è stata creata, ossia la preparazione e la consumazione del cibo, a molti altri scopi, come per esempio il ricevimento degli ospiti e le chiacchierate tra amici o in famiglia. Anche per questo motivo bisogna scegliere la propria cucina con particolare attenzione, scegliendone una che ci faccia sentire a nostro agio, e che naturalmente sia funzionale. L’ampia scelta offertaci dalle aziende cucine componibili, in muratura e freestanding, d’altra parte, ci permette di scegliere il modello più adatto al nostro stile e alle nostre esigenze.

La scelta dello stile di una cucina, però, è solo uno dei tasselli della progettazione della propria cucina, un’operazione che richiede molti passaggi e l’ausilio di figure professionali specializzate. Anche a causa dei numerosi elettrodomestici che compongono lo spazio cucina, quando si progetta questa stanza della casa ci sono diversi fattori da tenere in considerazione, oltre a quello estetico. Ecco dunque cosa bisogna fare quando si decide di acquistare una cucina nuova, o di sostituire quella vecchia. Innanzitutto, bisogna considerare le caratteristiche della stanza, ossia le dimensioni e la forma del locale, la disposizione di porte e finestre, e la presenza di prese per la corrente e di scarichi. Una volta valutate queste caratteristiche, si può decidere la composizione dei mobili della nostra cucina. Nelle cucine economiche lineari tutti i mobili e gli elettrodomestici sono allineati lungo un’unica parete (la soluzione più comoda in caso di stanze piccole o con più pareti occupate da porte e finestre), mentre nella cucina a due linee i mobili occupano due pareti parallele. Esistono anche le cucine ad angolo, disposte su due lati contigui del locale, cucine a tre linee, i cui mobili occupano tre lati contigui, e le cucine con isole e penisole aggiunte.

Fatte queste valutazioni, possiamo cominciare a progettare la nostra cucina, per poi commissionarla ad un falegname o ad un muratore o andare in un negozio a cercare il modello che più fa al caso nostro. Se non ci possiamo permettere un architetto d’interni, possiamo armarci di carta, penna e buona volontà e cercare di disegnare un modello in scala della nostra cucina. In questo modo sarà molto più facile avere un’idea di come potrebbe apparire la nostra cucina e procedere all’acquisto di una cucina su misura per la nostra stanza. In questa fase è molto importante anche segnare le prese di corrente e gli scarichi, per sapere esattamente dove posizionare gli elettrodomestici (è sempre consigliabile distanziare forno, frigorifero e lavastoviglie di 60-80 cm almeno).

Solo a questo punto possiamo dedicarci alla scelta dello stile della nostra cucina: in commercio si possono trovare cucine rustiche muratura e su misura, economiche e lussuose, con mobili in stile o moderni, di gusto classico o futuristico. L’importante è scegliere lo stile che più ci rappresenta, e che sia in tono col resto della casa, prestando attenzione anche ai materiali che vogliamo utilizzare per le piastrelle o i pannelli.

C’è voluto un po’ di tempo e fatica, ma adesso la progettazione della vostra cucina è completata, e bisogna solo aspettare che dei bravi professionisti la costruiscano o la montino, e poi potrete godervi questo importante spazio della vostra casa costruito su misura per voi!

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – pay per performance

 
Gift Fair: e il Made in Italy trionfa
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E’ cominciata il 14 agosto la nota Gift Fair di New York che come ogni anno si fa regina delle nuove tendenze essendo la fiera più rinomata e riconosciuta al mondo per il comparto Arredamento e casa. Quest’anno, grazie alla promozione da parte della Regione Umbria, ben 200 sono stati i metri quadrati messi a disposizione della regione del centro Italia all’interno dei quali i produttore artigianali e manifatturieri hanno potuto mostrare a livello internazione le loro produzioni di complementi d’arredo, oggettistica e accessori. Un’occasione unica e imperdibile che ha potuto mostrare al mondo di che qualità sia la produzione del Made in Italy e quali siano le caratteristiche alle quali questi prodotti devono obbligatoriamente rispondere. Numerosissime sono state le proposte riguardati l’arredamento, complementi e oggetti arredo che sempre più si fanno segno vincente per i designer e per gli arredatori in genere. Oltre ai classici articoli di mobilia in legno, librerie sempre più usate come veri e propri principi delle stanze e complementi come sedie, tavoli e tavolini sempre più particolari quest’anno le proposte hanno osato molto anche in tutto ciò che concerne i materiali. Sempre più infatti la mobilia viene proposta in plastica e materiali acrilici che non temono il passare del tempo e , grazie al costo contenuto, possono essere cambiati spesso come succede ormai da anni con i tessuti arredamento, i tendaggi e simili. Un altro materiale in cui il Made in Italy eccelle è sicuramente, oltre alla creatività, la pelle. Nota la sua lavorazione nella produzione di scarpe e abiti di alta moda e che rappresentano veri e propri investimenti per la vita. Proprio la manifattura italiana infatti è riuscita a dimostrare la sua supremazia nel campo vantando un’esperienza secolare e un livello qualitativo notevolmente superiore a qualsiasi altro tipo di lavorazione meccanica. Ma gli impieghi della pelle e de pellame in genere non si limitano all’applicazione sull’abbigliamento. Sempre più infatti sta tornando in voga l’utilizzo della pelle nel rivestimento di divani e poltrone con l’ausilio di altri tessuti arredamento che rendono le composizioni delle vere e proprie opere d’arte e di design. Diventano sempre più vari e compositi le stoffe e tessuti di arredamento che diventano parte integrante della casa stessa conferendo quell’atmosfera calda e accogliente che nella contemporaneità un po’ si è venuta a perdere a causa della continua ristrettezza di spazio o delle linee rigide proposte dagli stili moderni. Un’altra applicazione della pelle è quella che la prevede impiegata nella composizioni di pavimenti in pelle. Proprio così questo materiale così resistente al tempo e all’usura viene impiegato anche per la pavimentazione, ovviamente interna di abitazioni ed uffici. Composta da quadrati rivestiti di cuoio e pelle del colore a piacimento questa pavimentazione si avvale della leggerezza del legno per garantire l’incastro perfetto delle “mattonelle” tra loro. Una sorta di evoluzione dei tappeti in pelle che molti ricorderanno come parte integrante dell’arredamento interno di saloni e camere da letto. Un’evoluzione che da’ la percezione di copertura globale della pavimentazione che sembra così prendere nuova veste e forma. Un’innovazione che sicuramente è destinata a diffondersi grazie alle sue garanzie di durevolezza nel tempo e bellezza estetica.
 
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