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Le Seychelles sarebbero il paradisiaco Eden, e non solo per le loro spiagge
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Molte sono le leggende che si raccontano sulle paradisiache isole dell’Oceano Indiano e, in particolare, sull’arcipelago delle Seychelles.

Navi pirata infondate dalle tempeste, tesori occulti nelle profonde acque cristalline, animali che di notte si infondano le ali e volano alla luce della luna e tante altre storie tra le quali una in particolare riveste il soggiorno di chi fa la vacanza seychelles di un mistero ed emozione particolari: Eden.

Molti affermano che questo arcipelago sia infatti il Giardino dell’Eden o Paradiso Terrestre, il luogo in cui Dio creò tutti gli esseri viventi e dove vissero anche Adamo e Eva. E’ in questo luogo che secondo la Genesi Eva avrebbe ceduto alle tentazioni del serpente ed avrebbe assaggiato la mela proibita dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male che condannerebbe la razza umana ad un’esistenza dura e difficile, e alle donne in particolare alla sofferenza nel parto.

E proprio lì, nelle Seychelles, che numerose persone situano l’anelato paradiso. Il primo ad appuntarlo fu il generale britannico Charles Gordon, che commosso dalla bellezza dei paesaggi e fascinato dal mistero dell’esistenza del Coco de Mer (Cocco di mare) dichiarò fermamente di aver trovato l’origine della vita sulla Terra.

Il Cocco di Mare, che si trova esclusivamente nell’arcipelago delle Seychelles, è considerato il frutto proibito al posto della mela che cita la Bibbia, ed ha, infatti, delle simbologie e delle particolarità che sembrano fin troppo legate alla legenda di Adamo e Eva. La forma del Coco de Mer ricorda le gambe, pancia e cosce di una donna mentre del frutto al suo interno se ne parla come “il cuore”. Quest’ultimo è considerato, in più, uno degli afrodisiaci più potenti che esistono e si vende nei mercati a prezzi esorbitanti. Tale è la fama acquisita da questo frutto che il governo delle Seychelles lo protegge dalla popolazione locale ma anche di quelli che fanno viaggio seychelles tramite leggi e severe sanzioni.

In più, è un mistero il come questo frutto presumibilmente proibito si riproduca. Prima di localizzare le isole dell’arcipelago dove cresceva effettivamente questa palma (Praslin e Curieuse) si credeva che il particolare frutto di questo albero nascesse in boschi sub acquatici, dato che alla caduta dalla palma e a causa del suo peso (può arrivare ai 42 chili) il cocco si annega nell’acqua e solo quando germina e si apre i frutti salgono alla superficie nella forma che li ha resi famosi.

La leggenda, di nuovo, ha una versione diversa da raccontare a bambini e turisti in appartamenti in affitto seychelles nelle noti di temporale, gli esemplari maschi di questo tipo di albero si sradicherebbero per unirsi alle palme femmine. Nessuno, ovviamente, non ha mai presenziato tale spettacolo e vissuto per raccontarlo dato che secondo la legenda, i testimoni morirebbero convenientemente all’istante.

Eden o meno, le Seychelles sono un vero giardino delle delizie che vale la pena scoprire e che ha attirato e sedotto milioni di turisti, alcuni dei quali hanno deciso di rimanerci a vita e farne il loro proprio paradiso sulla Terra.


Articolo a cura di Alba Lorente
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L’offerta benessere cresce negli alberghi
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I cambiamenti demografici e sociali che caratterizzano la società di oggi risultano in una generazione di adulti in miglior forma fisica e in una generazione di giovani ogni volta con meno tempo e più stressati. In generale si tratta di una popolazione attiva con occupazioni lavorative che richiedono alti livelli di performance e che possono entrare in conflitto con la vita personale.

La conseguenza è una crescente domanda di spa e hotel centri benessere dove trovare dei momenti per rilassarsi e liberare sia corpo che mente dallo stress. Indagini recenti affermano, infatti, che l’esistenza o meno di un centro benessere all’interno di un albergo è un fattore determinante per la scelta e prenotazione, specialmente nei last minute meeting e centro congressi riccione

Le palestre, le saune, i centri massaggi, i bagni di vapore e le piscine idroterapeutiche all’interno degli alberghi e a disposizione degli ospiti sono alcuni degli attributi che specialmente gli uomini di affari valutano più positivamente.

I vari stabilimenti turistici stanno quindi facendo degli sforzi importanti per integrare alla loro offerta un ventaglio di trattamenti benessere in grado di soddisfare sia la clientela in vacanze che quella professionale. Di conseguenza, anche se i tradizionali massaggi terapeutici e gli esfolianti viso e corpo rimangono in molti casi i protagonisti, l’introduzione di trattamenti innovativi, particolarmente quelli correlati alla diminuzione dello stress è la regola.

Una delle terapie più utilizzate per la liberazione dello stress in soggiorni e weekend centro benessere è la terapia del sonno. Il servizio prevede dei massaggi abbinati a umidificatori e candele aromatizzate per facilitare la respirazione, distendere i muscoli e favorire i cicli del sonno più rigeneranti.

Il Watsu è una delle tendenze in crescita in tutto albergo centro benessere. Si tratta di combinare l’arte giapponese del Shiatsu, che prevede piccole pressioni su certi punti del corpo per stimolare e sbloccare i canali di energia con l’acqua. I clienti sperimentano dei momenti di relax assoluto mentre flottano nell’acqua e si liberano delle tensioni.

I massaggi con pietre calde e fredde sono un altro servizio in voga e sono una variante del tradizionale massaggio con le pietre calde. L’applicazione su schiena e gambe di pietre a temperature diverse favorisce l’eliminazione delle tossine del corpo così come un miglior uso dei nutrienti e dell’energia interna.

L’arte indiana del champissage è antica ma solo di recente è diventata un elemento chiave dell’offerta dei centri benessere romagna e nel resto di Italia. Questa tecnica consiste in un massaggio di spalle, collo e testa che si concentra sulle tempie ed il cuoio capelluto. Sempre dall’India arrivano le tecniche di rilassamento basate sull’Ayurveda, una medicina antichissima che utilizza infusi, polveri ed erbe naturali come lo zenzero, la curcuma e l’aloe, e che sono offerte da alcuni centri specializzati.

Offrire quindi un’esperienza completa è cruciale per la competitività di stabilimenti turistici legati al benessere. La corretta integrazione con la personalità e categoria dell’albergo, così come la coerenza a livello di prezzi saranno altri fattori da curare.

Articolo a cura di Alba Lorente
Prima Posizione Srl – azienda promozione turismo

 
Palermo: Diavoli alla Zisa
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Nel attuale quartiere di Olivuzza, al di fuori di quello che fossero le mura della città di Palermo, si alza uno splendido palazzo chiamato La Zisa o al-‘Azîz, come lo chiamavano gli arabi che la costruirono all’interno del Genoardo, il “paradiso della terra”, il castello per il re normanno Guglielmo II.

Eppure, la simbologia dietro la leggenda che involta di mistero la Zisa non potrebbe essere più lontana dalla concezione di Paradiso, almeno di quella che hanno le persone in case vacanza palermo.

Il palazzo fu costruito da pagani e sarebbe infatti un castello incantato che nasconderebbe un grande tesoro in forma di monete di oro (al tempo della sua costruzione serviva per custodire i tesori dell’imperatore), un tesoro che se trovato, potrebbe finire con tutta la miseria e la povertà di Palermo. Il tesoro però, sarebbe custodito, secondo la leggenda dai Diavoli, che lotterebbero per evitare che questo cadesse nelle mani dei cristiani.

La Zisa è una delle mete turistiche di Palermo più rappresentative e più visitate dai turisti in alberghi e b&b palermo mondello per la sua spettacolarità. All’interno del palazzo, nel piano terra consistente in un lungo vestibolo interno c’è la Sala della Fontana, dove si trova uno degli elementi architettonici più significativi del palazzo. Al centro, una fontana di marmo fa ballare dei getti d’acqua circondata dai ricchi mosaici dorati che adornano le pareti.

La parte più particolare della Zisa però e l’entrata. L’accesso è realizzato in oro ed è decorato con dei freschi restaurati più volte nella storia. A fianco a questi freschi, sulla volta dell’ingresso, sono i dipinti dei diavoli custodi del tesoro. In realtà, i diavoli non sono che un insieme di dei dell’Olimpo tra i quali Giove, Mercurio, Vulcano, Venere e Marte. Si dice che risulti impossibile contare il numero di diavoli dipinti sulla volta poiché questi si spostano in continuazione. Il 25 di Marzo, giorno della festa dell’Annunziata, i palermitani affermano che i diavoli dell’entrata della Zisa muovano la coda e corrano in cerchio nella volta, rendendo impraticabile, anche quel giorno, contarli e rompere l’incantesimo, anche se il numero più popolare lanciato in aria da bambini e visitatori è il 13.

Questo fatto ha dato luogo ad una serie di detti popolari come quello che si usa quando una cosa non si può sapere con certezza. Allora, l’espressione “E chi su, li diavoli di la Zisa” scarica di tutta responsabilità il palermitano insicuro. Il detto “Oggi si sono liberati i diavoli della Zisa” viene usato specialmente dagli anziani nei giorni di vento e fa riferimento alle correnti di arie del palazzo, dovute non ai “folletti di vento” ma al sistema di ventilazione ideato dagli architetti musulmani che assicurava aria fresca nella residenza estiva della monarchia normanna.

Tesoro incantato a parte, la Zisa è uno dei più belli esempi di architettura musulmana nel territorio siciliano, un palazzo che merita una stanza affitto palermo almeno per una notte per ammirare i lavori, freschi e dipinti che la caratterizzano e perché no, tentare il conteggio dei diavoli e tornare a casa con qualche moneta in più.


Articolo a cura di Alba Lorente
Prima Posizione Srl – crisi economica

 
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